Siamo giovani, vogliamo affermare la nostra diversità - meno radicale e politicamente impegnata- rispetto alla generazione “quieta” dei ventenni italiani.
Riaprire lo spazio al futuro del nostro Paese è il nostro impegno come movimento giovanile, nella più ampia azione di ricostruzione di un senso di appartenenza ad una sola nazione capace di guardare con fiducia al proprio domani . L’Italia di domani dipenderà anche da noi. Dall’idea che ne coltiviamo. Dalla volontà di cambiarla. Dal nostro essere coraggiosi e responsabili, pragmatici e visionari.
È una sfida difficile e rischiosa, che rifiutiamo di vivere nella cultura del lamento o della rumorosa protesta, ma che vogliamo giocare nella logica del quotidiano (e silenzioso) impegno di ascolto e di proposta, sui problemi concreti della nostra generazione, esercitato nei luoghi che viviamo e che frequentiamo come le scuole e le università.
Nel ricercare quei valori comuni capaci di ridefinire le modalità di una convivenza (sociale, economica e politica) sempre più fragile. Vogliamo misurare la nostra capacità di pre-visione del futuro leggendo il presente non in solitudine, ma insieme a tutti i nostri coetanei distanti dalla politica, impegnati nell’associazionismo e nel volontariato, perché poi – per dirla con le parole di Don Lorenzo Milani – “con la politica ci si deve sporcare le mani, per tirarle fuori pulite”.
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